“Stelle umane” di Giulia Abbate – recensione di Gian Filippo Pizzo

Giulia Abbate ha recentissimamente pubblicato una raccolta comprendente alcuni tra i suoi racconti apparsi in questi ultimi anni su antologie e riviste, per l’esattezza si tratta di 8 racconti già pubblicati più uno inedito, un bonus track che non guasta. L’ebook Stelle umane è disponibile presso i maggiori store online

Giulia è una ragazza bella e simpatica, una madre esemplare, una donna con le idee chiare su come va il mondo e come invece dovrebbe andare. Ma, per quel che ci riguarda qui, è soprattutto una scrittrice capace di far emergere quello che si nasconde dietro alla realtà e di riuscire a comunicarlo ai suoi lettori, grazie a uno stile che all’intimismo unisce la precisione del dettaglio e una forza descrittiva non comune. Quello che c’è dietro alla realtà può riguardare la natura di un individuo oppure la realtà celata di un fatto storico o di un aspetto della società, o anche qualcosa di misterioso e indefinibile, ma lei riesce sempre a descriverlo con chiarezza.

Grazie alla nostra frequentazione, ho scoperto che c’è molto di autobiografico nei suoi racconti, anche se può non essere evidente; episodi a volte piccoli a volte più importanti, visti con il distacco dovuto al tempo ma che si riverberano con lucidità nella sua scrittura, conferendole un’aura di autenticità che non è facile trovare nella narrativa d’immaginazione.
Perché, occorre sottolinearlo, i suoi racconti non sono elucubrazioni mentali ma hanno una trama ben precisa e appartengono rigorosamente alla più pura fantascienza (salvo i pochi di impianto più fantastico o addirittura con sfumature orrorifiche) con tutte le invenzioni del caso, a partire dall’idea di base – spesso quasi geniale – e proseguendo con uno svolgimento conseguente, con un uso di gadget tecnologici che mi ha ricordato Philip Dick. Fantascienza moderna, fantascienza sociale, ma sempre fantascienza.

Per questi motivi sono felice di poterla annoverare tra gli scrittori che coinvolgo nelle antologie che curo. Dei racconti qui presenti ne conoscevo qualcuno, quello apparso in Ma gli androidi sognano spaghetti elettrici? e quello  su La bottega del fantastico n. 5, entrambi ottimi.  E quello pubblicato in Crisis, del quale recensendo l’antologia su ibs scrivevo “Tra i racconti, fra storia e immaginario quello di Giulia Abbate su un immigrato albanese che poi torna nella sua terra: toccante e ottimamente scritto, forse il migliore della raccolta.” Altri due erano apparsi su La maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL, una bella sorpresa, e Canti d’abisso, che mi è piaciuto di meno per la mia scarsa dimestichezza con questo genere di fantastico/orrorifico. C’è poi un inedito dove il sottofondo politico/sociale si fonde con i tormenti di una persona – situazione che torna spesso nei racconti di Giulia Abbate.

Ma soprattutto la raccolta Stelle umane contiene ben tre racconti che avevo ospitato in altrettante antologie. Uno apparve in Oltre Venere ed è qui introdotto da Stefano Tevini, uno dei titolari delle Edizioni La Ponga che pubblicò l’antologia. Un altro in La cattiva strada, e qui è preceduto da una dotta introduzione di Roberto Chiavini, che mi aveva coadiuvato nella scelta dei racconti.  Del terzo, pubblicato in Terra promessa, posso riprodurre la presentazione che Giulia stessa mi ha chiesto per questa nuova edizione:

Non so quale aggettivo usare per introdurre Giulia e il suo approccio alla narrativa.

Flessibile mi pare avere una connotazione leggermente negativa, meglio adattabile, perché implica una maggiore consapevolezza. Adattabile perché riesce sempre a confrontarsi con i temi che le chiedo, mantenendo in ogni caso la coerenza con il suo modo di essere, il suo pensiero, il suo stile letterario.

Intanto Giulia, da quando la conosco e ho la fortuna di poterla annoverare tra gli scrittori che partecipano alle mie antologie, non mi ha quasi mai detto che non se la sentiva di affrontare il tema della raccolta, che lo trovava troppo ostico o non la appassionava. Piuttosto lei ci pensa, ci riflette su, e se proprio non trova il modo di trattare l’argomento in modo diretto, lo svolge da un altro punto di vista (cosa che, tra parentesi, costituisce una gioia per un curatore, il quale teme sempre che una antologia tematica possa risultare monocorde).

È quello che è successo con questo racconto apparso in Terra promessa (Tabula fati, 2014), che era dedicata alla decrescita: invece di prendere posizione a favore o contro il rivolgimento sociale che la “decrescita felice” comporterebbe, invece di analizzarne i possibili sviluppi , Giulia si concentra sul riflesso che questa ha sulla società, prendendo ad esempio una singola famiglia alle prese con un caso di conflitto generazionale, con il rapporto tra genitori e figli che è sempre uguale anche se le condizioni esterne cambiano.

Così Giulia, in questo come in altri racconti, descrivendo (con uno stile limpido e coinvolgente) personaggi ottimamente delineati, ci parla sempre dell’Uomo e dei suoi problemi. Che è poi lo scopo della letteratura, che sia fantascienza o altro.

Si sarà capito che sono legato a Giulia Abbate da stima e affetto, ma questo non inficia quello che fin’ora ho scritto. Perché questi sentimenti sono nati dopo aver letto i suoi racconti e dopo averla conosciuta di persona. Il mio giudizio sulla sua narrativa è pertanto obiettivo, e anzi proprio il fatto che l’ho coinvolta nei miei progetti antologici ( e spero di poterlo fare anche in futuro)  dovrebbe testimoniare la validità della sua prosa. Pertanto se vi procurate questa raccolta – anche se conoscete già qualcuno dei racconti – non farete certamente un cattivo affare!

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Intervista a Giallo Pistoia(12/02/2017)

Il giorno 12 febbraio 2017 Walter Catalano e Gian Filippo Pizzo sono stati ospiti della trasmissione Giallo Pistoia, curata da Stefano Fiori e Giuseppe Previti,  in onda per l’emittente toscana TVL.
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Si è parlato genericamente di fantascienza e di gialli, ma in particolare sono stati presentati due libri: l’antologia di fantagialli Delitti dal futuro curata da Pizzo per Istos Edizioni di Pisa e il libro di Roger Torrey Omicidio dietro le quinte, raccolta di racconti hard boiled curato da Catalano (prefazione), Roberto Chiavini (traduzioni), Luca Ortino e Pizzo per La Ponga di Nova Milanese.cover-torrey

La puntata completa dovrebbe essere disponibile sul podcast dell’emittente (http://www.tvl.it/programmi/giallo-pistoia/)  ma sono stati preparati anche degli estratti.

A questo link la puntata quasi completa (è stata eliminata l’ultima parte concernente la presentazione del film Casablanca):

https://www.youtube.com/watch?v=fIX11JvuFNI&list=PLC67BAF708990650B&index=2.

A quest’altro la parte che riguarda la raccolta di Roger Torrey:
https://www.youtube.com/watch?v=TFGtrj5IrI8&list=PLC67BAF708990650B&index=1

Infine qui si parla di Delitti dal futuro:
https://www.youtube.com/watch?v=I3D3xFgQ_Dc.

Gli ultimi due estratti durano pochi minuti.
Buon ascolto e buona visione!