Rizomi del sole nascente – recensione di Pietro Ballio

Rizomi del sole nascente: La fantascienza dall’Italia all’Oriente

Gian Filippo Pizzo cura per Kipple Officina Libraria una splendida selezione di racconti, nella quale dieci esperti scrittori di genere reinventano luoghi e storie dell’estremo levante del mondo  

Dal punto di vista biologico, il rizoma è un germoglio perenne e sotterraneo di alcune specie vegetali che nell’aspetto somiglia a una semplice radice, ma da essa si distingue poiché possiede foglie o le loro cicatrici. Filosoficamente, seguendo il pensiero di Deleuze e Guattari, è un principio di rottura che rifiuta qualsiasi tipo di radicamento, verticalità o gerarchia. Ha una struttura diffusiva e reticolare che non è possibile assoggettare alla giurisdizione di alcun modello strutturale o generativo. Per la psicologia analitica di Karl Gustav Jung, invece, si tratta dell’invisibile e più recondita essenza della vita umana.Fra le piante rizomatiche maggiormente ricche di significato nell’induismo, nel buddismo e in generale in tutto il pensiero orientale esiste il loto, illustrato graficamente sulla copertina di Rizomi del sole nascente: La fantascienza dall’Italia all’Oriente, antologia curata da Gian Filippo Pizzo per la collana Avatar di Kipple Officina Libraria. Simbolo di purezza e trascendenza, la ninfeacea rappresenta la crescita, il rigoglio della vita e la fertilità: la creazione stessa.

A cominciare dalla metà degli anni Novanta la narrativa di origine cinese è arrivata in Italia con i racconti di Ted Chiang (quattro Nebula, quattro Hugo, un John W. Campbel e quattro Locus Awards). Al suo nome, si sono aggiunti successivamente quelli dei più rappresentativi scrittori cinesi vincitori di prestigiosi premi internazionali. Liu Cixin, Ken Liu, Xia Jia, Wu Yan, Regina Kanyu Wang e Chen Qiufan sono solo alcuni degli autori più conosciuti. Di recente anche la fantascienza indiana è approdata nel nostro paese su riviste e antologie dedicate alla letteratura di genere.

Nell’introduzione, La Cina è vicina, Pizzo presenta sinteticamente questa evoluzione dalle opere di Ted Chiang al Problema dei tre corpi di Liu Cixin, fino ai racconti, caratteristici della fantascienza giapponese e malese, pubblicati sul numero 88 della rivista Robot. Il curatore della raccolta individua l’interesse del pubblico e degli editori per questi scritti nella capacità degli autori orientali di “coniugare la loro Weltanschauung, la visione del mondo tradizionale con quella moderna, ovvero quella tipicamente asiatica con quella occidentale”.

Di riflesso è originata l’idea di chiedere a collaudati autori italiani di fantascienza di scrivere un racconto ambientato in Oriente, ingenerando un’esperienza creativa singolare, una prospettiva del mondo orientale made in Italy. Questo approccio, già tentato nel cinema e nella letteratura americana, sta riscuotendo un buon successo anche nel nostro paese.

Rizomi del sole nascente è una raccolta che affronta in chiave fantastica il rapporto tra Oriente e Occidente, confrontandosi con discipline, dottrine e concetti delle più importanti scuole di pensiero asiatiche: dall’induismo allo zen, dal confucianesimo al taoismo, al buddismo. Tuttavia, Pizzo ci tiene a sottolineare, che la fervida immaginazione degli scrittori coinvolti non è stata necessariamente ingabbiata nelle fitte maglie delle indicazioni rivolte loro dal curatore, per cui “se qualche racconto è davvero basato sul rapporto tra queste due culture, in altri è più sfumato, a livello di suggestione più che di consapevolezza, fino ad arrivare a un paio che di orientale hanno solo l’ambientazione. Si tratta comunque di bei racconti e assieme all’editore pensiamo che alla fine rendano l’antologia più variegata”.

Il libro

Storie fantastiche, misteriose o semplicemente belle; un richiamo orientale, quasi un sapore o un’essenza che pervade l’antologia senza mai essere davvero protagonista. Una nuova selezione di racconti curata da Gian Filippo Pizzo che descrive mondi dello spazio, luoghi misteriosi della Terra e realtà mentali si fondono, creando quell’essenza che è la narrativa stessa.

Estratto

Tutto era avvenuto alcuni giorni prima, quando Huáng neppure sospettava l’esistenza dell’Uomo delle Stelle, dall’altra parte del mare di Bóhăi, il grande golfo sul quale, prima dell’unificazione per opera della sua sapiente guida, si affacciavano gli stati di Yān, Zhào e Qí. Il prefetto di Liáoxī aveva ricevuto un rapporto secondo il quale inspiegabili fenomeni riempivano di notte il cielo alla Testa del Drago. Lasciato il capoluogo di prefettura Yánglè, aveva seguito la costa fino al luogo in cui la Grande-muraglia-di-diecimila-lĭ finisce nel mare di Bóhăi. Ricevuto con tutti gli onori dai magistrati locali, era salito sulla Testa del Drago e aveva atteso la notte, circondato di guardie armate fino ai denti.

Quando le tenebre erano così fitte che neppure i gatti si sarebbero azzardati a uscire dalle cantine, le nuvole cominciarono a tingersi di differenti colori, come viaggiatori spintisi molto più a nord del regno avevano riferito avvenisse nelle gelate terre del settentrione. Senza preavviso, la massa di nuvole si squarciò come tessuto, e una stella cadente precipitò nel mare di Bóhăi a un paio di lĭ dalla Testa del Drago. Un’esplosione devastante sollevò una colonna d’acqua, che investì li prefetto e i suoi uomini sotto forma di vapore caldo.

Il prefetto e i suoi dovettero trattenersi per non fuggire a gambe levate. Quando tutta l’acqua ricadde in mare, tra le onde galleggiava un grosso bozzolo la cui superficie liscia catturava barbagli di luna. La stella caduta aveva infatti trascinato le nuvole con sé dentro il mare, come un sasso scaraventato su un tessuto, e adesso il cielo era così sereno che si contavano le stelle. Ancora non si erano riavuti dalla raccapricciante sorpresa, che un forte sibilo in avvicinamento preannunciò una nuova caduta. Si gettarono al riparo, ma il fischio terrificante si spense nel nulla; uno dei sapienti avrebbe spiegato all’Imperatore che certi fenomeni avvengono in maniera così repentina, che il suono che dovrebbe accompagnarli non riesce a compiere il proprio dovere, e portò l’esempio del lampo che precede sempre il tuono.

Usciti dai nascondigli, il prefetto e i suoi videro che le onde spingevano a riva il grande bozzolo bianco, così liscio da suggerire un’origine soprannaturale. Scesero in colonna sulla spiaggia, a pochi passi dalla Testa del Drago, domandandosi se la stella-bozzolo avesse scelto appositamente qual luogo che secondo molti sapienti era considerato propizio ad avvenimenti fausti.

L’oggetto era già a riva. Aveva una forma perfetta, come un uovo che potesse contenere due uomini, uno sulle spalle dell’altro. Il comandante della guardia dispose gli armati a tenaglia per circondare il bozzolo, nel quale si stava formando una linea scura per tutta la lunghezza. Si aprì come la valva di una conchiglia davanti ai loro occhi, e ne uscì un essere di sembianze umane che si mise in piedi e avanzò a passo sicuro, come se non fosse stato costretto all’immobilità fino a quel momento. Era più alto di un uomo, e ricoperto di una gelatina di colore dorato che si scioglieva a ogni passo, scoprendo un corpo snello e muscoloso vestito con indumenti di colore scuro piuttosto aderenti. Il comandante intimò l’alt, e allora nella mente di tutti i presenti si formarono spontaneamente alcune parole, senza che l’uomo caduto dalle stelle emettesse suono.

Non vengo con cattive intenzioni.

Un racconto di pioggia e luna, di Franco Ricciardiello

Gli autori

Attivo da più di quarant’anni nell’ambito del fantastico e della fantascienza, con numerosi articoli e recensioni, Gian Filippo Pizzo ha pubblicato assieme ad altri autori 13 volumi di saggistica per editori quali Gremese e Odoya, presso il quale sono apparsi gli ultimi Guida agli scrittori italiani del fantastico (2018) e La Luna nell’immaginario (2019). Ha curato, spesso in collaborazione, 16 antologie, le più recenti delle quali sono Futuro criminale (La Ponga), Mogli pericolose (Watson) e Fantaetruria (Carmignani) tutte del 2019.

Gli scrittori presenti in questa raccolta sono: Danilo Arona, Serena M. Barbacetto, Sandro Battisti, Stefano Carducci, Irene Drago, Alessandro Fambrini, Antonino Fazio, Lukha B. Kremo, Franco Ricciardiello e Monica Serra.

Gian Filippo Pizzo (a cura), Rizomi del sole nascente. La fantascienza dall’Italia all’Oriente, Collana Avatar, Kipple Officina Libraria, pagg. 152, Euro 15 (versione cartacea), Euro 3,95 (versione ePub e Mobi)

da: Fantascienza.com

 

Premio Ernesto Vegetti 2020

Opere finaliste e giuria IX Edizione

Per la categoria Antologia di Fantascienza

OPERE FINALISTE (In stretto ordine alfabetico)
Altri Futuri di Carmine Treanni (Ed. Delos Digital 2019)
Costituzioni future di Luigi Petruzzelli (Edizioni Della Vigna 2018)
Fantaetruria di L. Ortino e G. Pizzo (Carmignani Editrice 2019)
Folklore di A. Iascy e A. Zarbo (Ed. Watson 2018)
Thanatolia di A. Iascy, A. Forlani e L. Davia (Ed. Watson 2018)
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